Fascite Plantare
Fascite Plantare a Milano:
Risolvi il Dolore
con l'Osteopatia
Soffrire di fascite plantare a Milano può trasformare anche i movimenti più semplici in una difficoltà quotidiana. La frenesia urbana, i lunghi tragitti a piedi, le calzature errate e le tensioni lungo la catenamuscolare posteriore sottopongono il piede a un sovraccarico meccanico costante.
Quando il dolore al tallone diventa persistente, limitarsi a trattare il sintomo spesso non è sufficiente. In molti casi è necessaria un’analisi più approfondita, capace di individuare le cause biomeccaniche che mantengono il problema nel tempo.
Nei miei studi di Milano, la fascite plantare viene considerata non come una patologia isolata, ma come il possibile segnale di un disequilibrio funzionale dell’intero sistema muscolo-scheletrico.
Cos'è la Fascite Plantare? Oltre la semplice infiammazione
La fascia plantare è un’aponeurosi fibrosa che funge da trasmettitore di forze tra il polpaccio e le dita. Molti pazienti parlano di “infiammazione”, ma gli studi istologici moderni dimostrano che dopo le prime settimane siamo di fronte a una fasciosi.
Si tratta di una degenerazione del collagene con micro-lacerazioni e scarsa vascolarizzazione. Questa distinzione è clinica: ricerche pubblicate su PubMed e condotte da enti come l’ American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS) evidenziano come la fasciosi richieda un approccio che stimoli la rigenerazione cellulare piuttosto che la semplice soppressione del dolore tramite farmaci.
Dalla Fascite alla Fasciosi: Il collasso del collagene
Sebbene il termine “fascite” faccia riferimento a un’infiammazione, numerosi studi suggeriscono che, nelle forme persistenti, il quadro clinico sia più correttamente definibile come fasciosi.
In questa condizione si osservano alterazioni degenerative delle fibre di collagene, micro-lesioni e una riduzione della vascolarizzazione locale, piuttosto che un’infiammazione acuta continua.
Il trattamento osteopatico, in questo contesto, può contribuire a migliorare la mobilità dei tessuti e a favorire un ambiente più idoneo ai processi di recupero fisiologico, agendo sia localmente sia sulle strutture che influenzano la biomeccanica del piede.
Il Test di Windlass e la biomeccanica del cammino
Il meccanismo di Windlass rappresenta un elemento chiave della biomeccanica del piede. Durante la fase di spinta del passo, l’estensione dell’alluce tende la fascia plantare, favorendo il sollevamento dell’arco e la stabilità del piede.
Se questo meccanismo risulta alterato, ad esempio per rigidità dell’alluce, limitazione della caviglia o disfunzioni articolari, la fascia può essere sottoposta a uno stiramento eccessivo e ripetuto.
Durante la valutazione osteopatica, il test di Windlass consente di comprendere se il dolore al tallone è sostenuto da un’alterazione funzionale del gesto del passo piuttosto che da un problema esclusivamente locale.
I sintomi della Fascite: come riconoscerla subito
Riconoscere correttamente la fascite è il primo passo per non sprecare tempo in cure inefficaci.
Il dolore mattutino: Risultato della contrazione notturna della fascia che viene stirata bruscamente al primo carico.
La localizzazione: Il dolore è tipicamente centrato sulla tuberosità mediale del calcagno.
Peggioramento sotto carico: Il dolore aumenta camminando, correndo osalendo le scale.
Le Cause Nascoste: Perché il piede soffre se il problema è altrove
Mentre la terapia convenzionale spesso si concentra solo sul tallone, l’osteopatia biomeccanica si chiede: “Perché il corpo ha smesso di compensare lo stress su questa specifica fascia?”. L’efficacia di questo approccio globale è supportata da studi pubblicati sul Journal of Osteopathic medicine(JAOA), che dimostrano come il Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT) porti a una riduzione immediata del dolore agendo sull’intera catena cinetica.
La Catena Cinetica Posteriore
Il sistema muscolo-fasciale funziona per catene interconnesse. Una ridotta elasticità dei muscoli posteriori della coscia, del polpaccio o del comparto gluteo può aumentare la tensione trasmessa alla fascia plantare.
Stili di vita sedentari, frequenti nel lavoro d’ufficio, favoriscono queste rigidità, predisponendo il piede a sovraccarichi ripetuti durante la deambulazione.
Correlazioni con il Bacino e la Colonna
Alterazioni della mobilità del bacino o della colonna lombare possono modificare la distribuzione dei carichi durante il cammino. Anche piccoli adattamenti posturali, se mantenuti nel tempo, possono favorire una iperpronazione funzionale del piede.
Il Protocollo di Trattamento nei miei Studi di Milano
L’approccio adottato integra tecniche osteopatiche e tecnichemassoterapiche, personalizzate in base alle caratteristiche individuali del paziente.
01
Sblocco articolare della caviglia
02
Rilascio miofasciale mirato
03
Riequilibrio posturale del bacino e della colonna
04
Esercizi di rinforzo dei muscoli estrinseci e intrinseci del piede
Protocollo di Recupero: 3 Pilastri per la guarigione
Le best practice del BJSM (British Journal of SportsMedicine) del 2021 mostrano come la gestione di questa patologia si debba concentrare suun approccio Core, fatto di applicazione di taping, stretching della fascia ed educazione delpaziente.
| Esercizio | Obiettivo | Frequenza |
| Rolling con pallina | Rilascio miofasciale della pianta | 2 min / ogni sera |
| Stretching Eccentrico | Stimola sintesi di nuovo collagene | Tutti i giorni |
| Esercizi di rinforzo | aumentare la capacità di carico | 3 volte a settimana |
Dove ricevo a Milano per il trattamento della Fascite
Ricevo in tre studi a Milano, così puoi scegliere la sede più comoda in base alla tua zona o al tuo luogo di lavoro.
Studio Kosmos (Niguarda/Bresso)
📍 Via Innocenzo Frugoni 20/2, Milano
Situato nel cuore del quartiere Niguarda, a pochi minuti dall’Università Bicocca, lo Studio Kosmos è il punto di riferimento per l’area Nord di Milano. La sede è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, grazie alla vicinanza con la linea tram 4 e diverse linee di autobus che collegano rapidamente lo studio con la fermata M3 Maciachini e la fermata M5 Ca’ Granda. Per chi si muove in auto, la zona offre facilità di parcheggio rispetto al centro, rendendo lo studio la scelta più comoda.
Farmacia Falqui (Montalbino/Maggiolina)
📍 Viale Zara 145, Milano
All’interno della storica Farmacia Falqui, questo studio serve i quartieri Montalbino, Maggiolina e Istria. Situato lungo l’asse strategico di Viale Zara, è semplicissimo da raggiungere sia in auto che con i mezzi: lo studio si trova infatti a pochi passi dalle fermate della metropolitana M5 Marche e M5 Istria (linea lilla). La posizione di prossimità lungo una delle arterie principali di Milano Nord lo rende la scelta più funzionale per chi cerca un trattamento professionale vicino a casa o lungo il tragitto casa-lavoro in una zona residenziale e ben servita.
Centro Medico Majno (Porta Venezia/Piazza tricolore)
📍 Viale Majno 12, Milano
Situato all’interno del rinomato Centro medico Majno, lo studio si trova in una delle aree più eleganti di Milano, nel punto d’incontro strategico tra Porta Venezia e Piazza Tricolore. La sede è ottimamente servita dai mezzi di superficie (linee tram 9 e 19) e si trova a brevissima distanza dalla fermata della metropolitana M1 Porta Venezia (linea rossa) e dal Passante Ferroviario.
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Scopri come ritrovare l’equilibrio posturale attraverso contenuti tecnici e consigli pratici basati sull’analisi delle catene muscolari. Nei miei canali social e sul blog, condivido strategie di mobilità e rilascio miofasciale applicabili a ogni distretto corporeo — dal piede alla colonna cervicale. Seguimi per approfondire il metodo che utilizzo nei miei studi di Brera, Porta Venezia e Niguarda per eliminare le tensioni croniche e prevenire le recidive dei disturbi muscolo-scheletrici.
Domande frequenti sul trattamento della Fascite Plantare e Osteopatia a Milano
Quanto tempo ci vuole per guarire dalla fascite plantare con l’osteopatia?
La fascite plantare cronica richiede tempi lunghi per una guarigione completa. Gli studiindicano una completa risoluzione dei sintomi entro 12 mesi. I primi effetti positivi deitrattamenti si possono riscontrare già a partire dalle prime settimane.
L’osteopata può risolvere una fascite plantare cronica se le onde d’urto hanno fallito?
Sì. Le onde d’urto lavorano localmente sul tessuto del tallone, ma se la causa è una restrizione biomeccanica (ad esempio un blocco del bacino o della caviglia), il dolore tornerà sempre. L’osteopata eccelle proprio qui: identifica e rimuove la causa remota che mantiene in tensione la fascia, permettendo al tessuto di guarire definitivamente anche quando le terapie locali non sono state sufficienti.
L’osteopata lavora solo sul piede per curare la fascite?
Assolutamente no. La fascia plantare è l'ultimo anello di una catena che parte dalla testa epassa per la colonna e il bacino. La causa, per esempio, può essere posturale o per una
rigidità dell'anca che scarica il peso in modo errato sul piede. Trattare solo il piede sarebbecome cambiare una gomma consumata senza correggere la convergenza dell'auto.
È meglio il riposo assoluto o continuare a camminare?
Il riposo assoluto è spesso controproducente poiché indebolisce ulteriormente le strutture del piede. È consigliabile il riposo relativo: evitare attività ad alto impatto (come correre sui marciapiedi di Milano) e preferire attività a basso carico. In fase di trattamento, l'osteopata guiderà il paziente verso una ripresa graduale, utilizzando lo stretching eccentrico per rinforzare la fascia senza lesionarla.
La spina calcaneare è la causa del dolore?
Contrariamente alla credenza comune, la spina calcaneare è una conseguenza e non la causa del dolore. Si tratta di una calcificazione che si forma nel punto in cui la fascia "tira" eccessivamente l'osso. Molte persone hanno spine calcaneari visibili ai raggi X senza avvertire alcun dolore. Il trattamento osteopatico mira a ridurre la tensione meccanica sulla fascia: una volta tolta la tensione, il dolore scompare anche se la spina resta presente.
Quali calzature dovrei usare per camminare se ho la fascite?
Per chi cammina molto in città, è fondamentale evitare scarpe totalmente piatte (come ballerine o alcune sneakers di moda) e tacchi troppo alti. La calzatura ideale dovrebbe avere un drop (dislivello tra tallone e punta) di circa 2-3 cm e un buon supporto dell'arco plantare. Durante le sedute, analizziamo la biomeccanica del cammino per consigliare la calzatura o l'eventuale supporto ortesico più adatto alla conformazione del tuo piede.
La fascite plantare cronica richiede tempi lunghi per una guarigione completa. Gli studiindicano una completa risoluzione dei sintomi entro 12 mesi. I primi effetti positivi deitrattamenti si possono riscontrare già a partire dalle prime settimane.
Sì. Le onde d’urto lavorano localmente sul tessuto del tallone, ma se la causa è una restrizione biomeccanica (ad esempio un blocco del bacino o della caviglia), il dolore tornerà sempre. L’osteopata eccelle proprio qui: identifica e rimuove la causa remota che mantiene in tensione la fascia, permettendo al tessuto di guarire definitivamente anche quando le terapie locali non sono state sufficienti.
Assolutamente no. La fascia plantare è l'ultimo anello di una catena che parte dalla testa epassa per la colonna e il bacino. La causa, per esempio, può essere posturale o per una
rigidità dell'anca che scarica il peso in modo errato sul piede. Trattare solo il piede sarebbecome cambiare una gomma consumata senza correggere la convergenza dell'auto.
Il riposo assoluto è spesso controproducente poiché indebolisce ulteriormente le strutture del piede. È consigliabile il riposo relativo: evitare attività ad alto impatto (come correre sui marciapiedi di Milano) e preferire attività a basso carico. In fase di trattamento, l'osteopata guiderà il paziente verso una ripresa graduale, utilizzando lo stretching eccentrico per rinforzare la fascia senza lesionarla.
Contrariamente alla credenza comune, la spina calcaneare è una conseguenza e non la causa del dolore. Si tratta di una calcificazione che si forma nel punto in cui la fascia "tira" eccessivamente l'osso. Molte persone hanno spine calcaneari visibili ai raggi X senza avvertire alcun dolore. Il trattamento osteopatico mira a ridurre la tensione meccanica sulla fascia: una volta tolta la tensione, il dolore scompare anche se la spina resta presente.
Per chi cammina molto in città, è fondamentale evitare scarpe totalmente piatte (come ballerine o alcune sneakers di moda) e tacchi troppo alti. La calzatura ideale dovrebbe avere un drop (dislivello tra tallone e punta) di circa 2-3 cm e un buon supporto dell'arco plantare. Durante le sedute, analizziamo la biomeccanica del cammino per consigliare la calzatura o l'eventuale supporto ortesico più adatto alla conformazione del tuo piede.