Reflusso Gastroesofageo
Reflusso Gastroesofageo a Milano: Trattamento Osteopatico
Il reflusso gastro-esofageo è una condizione molto diffusa che può compromettere in modo significativo la qualità della vita. Bruciore retrosternale, rigurgito acido, difficoltà digestive, tosse secca o senso di nodo alla gola sono sintomi comuni, spesso trattati solo con farmaci.
Quando il disturbo diventa persistente, è utile considerare il reflusso non solo come un problema digestivo, ma come una condizione multifattoriale, influenzata da postura, respirazione, stress e funzionalità del diaframma.
Nei miei studi a Milano, l’approccio osteopatico si inserisce in modo complementare al percorso medico, con l’obiettivo di ridurre i fattori funzionali che favoriscono il reflusso.
Cos’è il reflusso gastro-esofageo
Il reflusso gastro-esofageo si verifica quando il contenuto dello stomaco risale nell’esofago. Questo fenomeno è legato a un’alterazione della barriera fisiologica antireflusso, che ha il compito di impedire la risalita dei succhi gastrici.
È importante distinguere tra reflusso occasionale e reflusso cronico. Nel primo caso i sintomi sono sporadici, mentre nel secondo tendono a ripresentarsi nel tempo e a interferire con la vita quotidiana.
Perché il reflusso diventa cronico
Quando il reflusso si ripresenta con frequenza, non è più sufficiente attribuirlo solo all’alimentazione o allo stile di vita. La cronicizzazione dei sintomi è spesso il risultato di un’alterazione dei meccanismi di regolazione che controllano la funzione gastro-esofagea. In questi casi, il problema non è solo “quanto acido” viene prodotto, ma come il corpo gestisce le pressioni, la motilità e il controllo neuromuscolare.
Revisioni pubblicate su riviste come il British Medical Bulletin sottolineano come la cronicizzazione dei sintomi gastrointestinali sia frequentemente associata a un’alterata regolazione dei tessuti e del sistema nervoso autonomo. In questi casi, ridurre l’acidità può alleviare il sintomo, ma non sempre rimuove la causa.
Il ruolo del diaframma nella barriera antireflusso
Il diaframma rappresenta uno degli elementi chiave nella prevenzione del reflusso gastro-esofageo. Il suo corretto funzionamento contribuisce in modo diretto alla stabilità della giunzione tra esofago e stomaco.
Diaframma e sfintere esofageo: un sistema unico
Il diaframma non è solo il principale muscolo respiratorio, ma svolge un ruolo fondamentale nella stabilità della giunzione gastro-esofagea. La sua contrazione coordina il funzionamento dello sfintere esofageo inferiore, contribuendo a prevenire la risalita del contenuto gastrico.
Questa relazione anatomica e funzionale è ampiamente descritta in ambito scientifico, anche in studi pubblicati sul Journal of Anatomy, che evidenziano il legame tra respirazione, postura e controllo del reflusso.
Quando il diaframma perde funzione
Stress, posture mantenute a lungo e respirazione superficiale possono ridurre la mobilità del diaframma. Quando questo muscolo perde efficacia, anche la barriera antireflusso può risultare meno efficiente, favorendo la comparsa o il peggioramento dei sintomi.
Reflusso gastro-esofageo e postura
Quando il reflusso si ripresenta con frequenza, non è più sufficiente attribuirlo solo all’alimentazione o allo stile di vita. La cronicizzazione dei sintomi è spesso il risultato di un’alterazione dei meccanismi di regolazione che controllano la funzione gastro-esofagea. In questi casi, il problema non è solo “quanto acido” viene prodotto, ma come il corpo gestisce le pressioni, la motilità e il controllo neuromuscolare.
Colonna vertebrale e tensioni toraciche
Rigidità della colonna dorsale e delle coste possono limitare l’espansione toracica e ridurre l’efficacia del diaframma, influenzando indirettamente la funzione antireflusso.
Cervicale, dorso e aumento della pressione addominale
Squilibri posturali globali possono modificare la gestione delle pressioni interne, favorendo la spinta verso l’alto dei visceri addominali.
Reflusso gastro-esofageo e respirazione
La postura ha un’influenza diretta sulla respirazione, sulla posizione dei visceri e sulla gestione delle pressioni addominali. Alterazioni posturali mantenute nel tempo possono modificare la funzione del diaframma e creare condizioni favorevoli alla risalita del contenuto gastrico. In questi casi, il reflusso non è solo un problema digestivo, ma il risultato di un adattamento posturale scorretto.
Respirazione orale e reflusso
La respirazione orale tende a essere rapida e superficiale, con scarso coinvolgimento del diaframma. Questo schema respiratorio può favorire tensioni toraciche e peggiorare il reflusso.
Respirazione nasale e regolazione del diaframma
La respirazione nasale lenta e profonda favorisce un’attivazione più efficace del diaframma e una migliore gestione delle pressioni addominali.
Tipologie di reflusso gastro-esofageo
Non esiste un solo tipo di reflusso gastro-esofageo. Le diverse forme cliniche presentano caratteristiche, sintomi e meccanismi differenti. Riconoscere la tipologia di reflusso è fondamentale per evitare approcci generici e per orientare correttamente il percorso di gestione del disturbo.
1
Reflusso non erosivo (NERD)
2
Malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE o GERD)
3
Reflusso faringo-laringeo
4
Ernia iatale
Reflusso, sistema nervoso e stress
Lo stress non agisce solo sulla percezione dei sintomi, ma influisce direttamente sulla funzione digestiva. Un’iperattivazione del sistema nervoso può alterare la motilità gastro-esofagea e aumentare la sensibilità viscerale. Questo spiega perché molte persone riferiscono un peggioramento del reflusso in periodi di tensione emotiva o affaticamento prolungato.
Quando fare una valutazione osteopatica per il reflusso
L’osteopatia non sostituisce la terapia medica, ma può supportarla intervenendo sui fattori funzionali che favoriscono il reflusso. La valutazione osteopatica considera diaframma, postura, colonna vertebrale, respirazione e mobilità viscerale.
Non tutte le persone con reflusso necessitano dello stesso tipo di intervento. Tuttavia, quando i sintomi persistono o tendono a ripresentarsi, una valutazione funzionale può aiutare a comprendere perché il disturbo non si risolve completamente. In questi casi, un approccio personalizzato permette di integrare la gestione medica con un’analisi più globale.
Una valutazione funzionale è consigliata quando:
i sintomi persistono nel tempo
il reflusso si ripresenta nonostante la terapia
sono presenti disturbi posturali o respiratori associati
Dove ricevo a Milano per il trattamento del refluso
Ricevo in tre studi a Milano, così puoi scegliere la sede più comoda in base alla tua zona o al tuo luogo di lavoro.
Studio Kosmos (Niguarda/Bresso)
📍 Via Innocenzo Frugoni 20/2, Milano
Situato nel cuore del quartiere Niguarda, a pochi minuti dall’Università Bicocca, lo Studio Kosmos è il punto di riferimento per l’area Nord di Milano. La sede è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, grazie alla vicinanza con la linea tram 4 e diverse linee di autobus che collegano rapidamente lo studio con la fermata M3 Maciachini e la fermata M5 Ca’ Granda. Per chi si muove in auto, la zona offre facilità di parcheggio rispetto al centro, rendendo lo studio la scelta più comoda.
Farmacia Falqui (Montalbino/Maggiolina)
📍 Viale Zara 145, Milano
All’interno della storica Farmacia Falqui, questo studio serve i quartieri Montalbino, Maggiolina e Istria. Situato lungo l’asse strategico di Viale Zara, è semplicissimo da raggiungere sia in auto che con i mezzi: lo studio si trova infatti a pochi passi dalle fermate della metropolitana M5 Marche e M5 Istria (linea lilla). La posizione di prossimità lungo una delle arterie principali di Milano Nord lo rende la scelta più funzionale per chi cerca un trattamento professionale vicino a casa o lungo il tragitto casa-lavoro in una zona residenziale e ben servita.
Centro Medico Majno (Porta Venezia/Piazza tricolore)
📍 Viale Majno 12, Milano
Situato all’interno del rinomato Centro medico Majno, lo studio si trova in una delle aree più eleganti di Milano, nel punto d’incontro strategico tra Porta Venezia e Piazza Tricolore. La sede è ottimamente servita dai mezzi di superficie (linee tram 9 e 19) e si trova a brevissima distanza dalla fermata della metropolitana M1 Porta Venezia (linea rossa) e dal Passante Ferroviario.
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Scopri come ritrovare l’equilibrio posturale attraverso contenuti tecnici e consigli pratici basati sull’analisi delle catene muscolari. Nei miei canali social e sul blog, condivido strategie di mobilità e rilascio miofasciale applicabili a ogni distretto corporeo — dal piede alla colonna cervicale. Seguimi per approfondire il metodo che utilizzo nei miei studi di Brera, Porta Venezia e Niguarda per eliminare le tensioni croniche e prevenire le recidive dei disturbi muscolo-scheletrici.
Domande frequenti sul trattamento del reflusso gastro-esofageo
Quanto tempo ci vuole per migliorare il reflusso con l’osteopatia?
Per risultati più stabili, è spesso consigliato un percorso di alcune sedute (di solito 3–6), durante le quali l’osteopata lavora sulle tensioni del diaframma, della colonna vertebrale, dell’addome e sul sistema nervoso autonomo, che possono influenzare il reflusso. Il percorso deve essere svolto in collaborazione con il nutrizionista e con il medico curante.
Perché ho reflusso anche se mangio poco o seguo una dieta corretta?
In molti casi il reflusso non dipende solo dall’alimentazione, ma da fattori funzionali come la postura, la respirazione o la gestione delle pressioni addominali. Anche con una dieta corretta, un diaframma poco funzionale o tensioni persistenti possono ridurre l’efficacia della barriera antireflusso, favorendo la comparsa dei sintomi.
Il reflusso può essere legato allo stress o alla tensione emotiva?
Sì. Lo stress influisce sul sistema nervoso autonomo, che regola anche la funzione digestiva. Stati di tensione prolungata possono alterare la motilità gastro-esofagea, aumentare la sensibilità viscerale e peggiorare la percezione dei sintomi, rendendo il reflusso più frequente o più intenso, anche in assenza di cambiamenti alimentari.
Perché il reflusso peggiora quando mi sdraio o di notte?
Quando ci si sdraia viene meno l’effetto della gravità che aiuta a mantenere il contenuto gastrico nello stomaco. Inoltre, durante la notte la respirazione tende a diventare più superficiale e il diaframma può lavorare meno efficacemente, rendendo la barriera antireflusso più vulnerabile e favorendo la risalita dei succhi gastrici.
L'osteopatia può sostituire i farmaci per il reflusso (IPP)?
L'osteopatia non sostituisce la terapia farmacologica prescritta dal medico, ma agisce in modo complementare. L'obiettivo è migliorare la meccanica digestiva affinché, in accordo con il proprio gastroenterologo, sia possibile ridurre la dipendenza dai farmaci.
Perché i farmaci aiutano solo temporaneamente in alcuni casi?
I farmaci riducono l’acidità gastrica e alleviano il sintomo, ma non sempre agiscono sulle cause funzionali del reflusso. Se il disturbo è mantenuto da alterazioni posturali, respiratorie o da uno stress persistente, il beneficio può essere parziale o temporaneo, con una possibile ricomparsa dei sintomi nel tempo.
Ha senso fare una valutazione osteopatica se assumo già farmaci?
Sì. La valutazione osteopatica non sostituisce la terapia medica, ma può affiancarla. L’obiettivo è individuare e ridurre eventuali fattori funzionali, come tensioni del diaframma, alterazioni posturali o schemi respiratori disfunzionali, che possono contribuire al mantenimento del reflusso nonostante il trattamento farmacologico.